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Un podcast su fotografia e fotografi, più o meno famosi, per vedere con le orecchie. Con Enrico Ruggiero.

Podcast diverso da tutti quelli che lo hanno sinora preceduto. Oggi la fotografa, Angela Perri, parlerà dii sé e della sua attività.

Abbiamo fatto una chiacchierata tra noi cercando di trovare gli argomenti che potrebbero interessarvi e speriamo di esserci riusciti: la fotografia, la musica, il connubio tra le due e le emozioni che entrambe ci sanno donare.

I contatti tra noi sono dovuti alla notizia di una sua ormai prossima mostra in cui Angela esporrà, a Sanremo, una serie di scatti dal titolo "La musica che gira intorno".

Anche la foto del giorno avrà un esaminatore speciale: la stessa Angela Perri che l'ha scattata!

Se volete approfondire vi invito a visitare il suo sito cliccando qui.

(foto © Angela Perri)

Il "marchio di fabbrica" del nostro podcast è: "fotografi più o meno famosi". Bene, quello di oggi è un fotografo "meno famoso", se così vogliamo dire. O, meglio, famoso dopo anni dalla morte (succede a tanti, lui non ha fatto differenza).

Alvin Baltrop fotografo a tempo pieno per consapevole scelta (morirà a 55 anni senza assistenza sanitaria) ci fornisce un corpus fotografico allo stesso tempo documentaristico e artistico dei tempi del primo "coming out" collettivo, delle comunità gay newyorkesi lontane dalla realtà patinate del decennio 70/80 ma più duro ( e quindi più realistico) delle zone abbandonate dei moli che costeggiano il fiume Hudson.

Seguite con attenzione il podcast di oggi e conoscerete un personaggio decisamente fuori dal' ordinario che con i suoi scatti ha documentato fenomeni di costume cancellati (o fortemente ridotti) dalla epoca successiva su cui l' AIDS ha steso il proprio manto di morte e disperazione.

Se siete di New York o ci andrete entro febbraio del prossimo anno potrete vedere una delle sue numerose mostre postume proprio nel Bronx che gli ha dato i natali.

(foto © Alvin Baltrop Foundation)

Scusate lo sciocco gioco di parole ma quale fotografo poteva meglio rappresentare le giornate trascorse negli stabilimenti balneari che questo grande fotografo francese che risponde al nome di Claude Nori?

E così, via con la voglia di sole e mare, rappresentate con un occhio sempre attento alla fenomenologia da spiaggia con i suoi ombrelloni, i juke box anni ottanta e i primi amori adolescenziali.

Nel podcast tratterò brevemente i temi cari al fotografo: l'Italia, le italiane, le vacanze che coinvolgono le persone anonime in riti collettivi cui nessuno di noi è sfuggito.

E così, con le vostre cuffie, ascoltando questa puntata potrete fare un viaggio nei ricordi estivi o riscoprire le giornate di vacanza dei vostri genitori ( o nonni ) grazie agli scatti di un grande della fotografia.

Potrete trovare molte foto sul sito di Claude Nori cliccando qui .

(foto © Claude Nori)

In questo episodio del nostro podcast sentiremo raccontare dalla viva voce del celebre fotografo giapponese Daido Moriyama, cosa sia la fotografia per lui (in particolare la street photography che ultimamente è oggetto di particolare attenzione da parte del nostro podcast).

Per chi non comprendesse il giapponese, nessuna paura, vi tradurrò quanto l'artista/fotografo ci dirà.

La foto in commento, però, per uno spirito di contraddizione che caratterizza il nostro podcast non sarà una foto "street" ma una composizione astratta che altro non è che ... una donna in collant a rete!

(foto © Daido Moriyama)

Ida Wyman è una fotografa poco conosciuta ma che, soprattuto nel periodo compreso tra il 1945 e il 1951 ha scattato foto di interesse assoluto.

La notizia della sua recente scomparsa oltre novanta anni d'età ha reso attuale il suo lavoro che potremmo definire di "fotografa di strada".

Le numerose gallerie online dei suo scatti ( tra le quali raccomando questa, recente, del Guardian) evidenziano la sua particolare empatia verso i soggetti che fotografava siano essi bambini, lavoratori o militari in festa.

A tale proposito ho isolato la foto in commento nella quale sono ritratti marinai e donne in festa per la fine della seconda guerra mondiale. Il luogo è lo stesso (New York), la circostanza è la stessa (la fine di una guerra sanguinosa), persino i soggetti coincidono con la ben più celebre foto scattata da Alfred Eisenstaedt (tra l'altro il marinaio ritratto è recentemente deceduto come potete legge in questo articolo del Post . Il caso ha voluto che quest'ultima foto divenisse il simbolo, l'icona di un avvenimento mentre l'altra cadde nel dimenticatoio ma non per noi di "fotografi" podcast.

(foto © Ida Wyman)

 

Il podcast di oggi parla di un grande fotografo che riuscì, insieme a pochi colleghi, a raccontare, sia pure da una realtà patinata quale quella delle riviste di moda, le aspirazioni e i desideri dei giovani della sua generazione.

Anarchico, pittore, ateo, illustratore di moda, produttore cinematografico, regista pubblicitario, fotografo - Brian Duffy (1933-2010) è stata una bufera di talento e contraddizioni. Veloce nel parlare  e controverso è stato anche una sorta di enigma irrisolto.

La foto che vedremo con le orecchie è uno dei suoi scatti effettuati con la rivoluzionaria, per l'epoca, proiezione di colori sul corpo della modella.

Se volete approfondire consiglio questo link al Duffy's Archive.

Buon ascolto!

(foto © Brian Duffy)

L'attualità ci propone un fotografo, almeno per me, inaspettato: Luciano De Crescenzo.

L'ingegnere napoletano, noto scrittore, uomo di televisione e cinema deceduto due giorni fa, era anche un ottimo fotografo.

Per oltre trenta anni ha fotografato l'umanità che popolava Napoli con intima partecipazione e spiccata empatia.

Fotografi rende omaggio a questo maestro del raccontare (anche) con immagini con questo podcast.

Consiglio questo link per la visione delle foto che vi racconto nel podcast.

(foto © Luciano De Crescenzo)

Waleed Shah è un giovane fotografo di moda e commerciale. Curiosando sul suo sito vediamo le numerose marche che hanno utilizzato le sue fotografie e comprendiamo l'importanza della sua opera.

Ancor più singolare, quindi, ci appare la sua iniziativa fotografica dal titolo "Rock Your Ugly": una serie di foto corredate da testi dove le persone ritratte, in bianco e nero, senza trucco, senza interventi di post-produzione fotografica, in ambienti a loro familiari parlano delle loro insicurezze per lo più, ma non sempre, determinate da difetti fisici veri o immaginari.

"Rock Your Ugly" è una galleria del disagio interiore che, con estremo gusto e empatia, senza ricorrere a effetti innaturali ci conduce a pensare a noi stessi e al nostro ruolo nel mondo.

Vi consiglio di vedere il progetto cliccando qui.

Se l'attività di questo fotografo vi piace o vi incuriosisce potete anche seguirlo sul suo profilo Instagram o su quello Facebook

L'intervista di riferimento che cito nel podcast è presente sul sito fstoppers.com .

(foto © WALEED SHAH)

Il fotografo di questa settimana è Liu Bolin.

Forse a Liu la definizione di fotografo starebbe un po' stretta dal momento che è dichiaratamente artista e performer. Ma in che cosa si traduce l' arte di questo cinese  nato a Shandong nel 1973? E' presto detto: senza l' aiuto di programmi di elaborazione di immagine ma solo con la tecnica del body painting si scatta foto con  sullo sfondo scaffali di supermercato pieni di merci, gallerie d' arte, orizzonti marini in cui si mimetizza in maniera stupefacente. Cliccate qui per vedere alcune sue performance.

Le motivazioni che spingono il fotografo/artista a effettuare questo tipo di ricatto sono oggetto del nostro podcast.

P.S. Se volete vedere dal vivo alcuni suoi scatti non vi resta che andare Milano a visitare la mostra che è in corso al MUDEC di Milano fino al 15 settembre 2019.

P.P.S. Eccovi il link promesso relativo al time lapse di Bolin al TED 

(foto © Liu Bolin) 

Ogni anno il sito Vice.com propone un contest fotografico a tema.

Nel 2019 la testata, nella sua edizione statunitense,  ha voluto evidenziare quanto umorismo possa essere presente nella fotografia.

I fotografi e artisti di cui è possibile vedere le opere (link) sono quasi tutti statunitensi e giovani. Nella nostra veloce carrellata, un po' faticosa da seguire, forse, visto il gran numero di fotografi, faremo cenno alle foto più originali di autori noti come il britannico  Martin Parr  (il nostro preferito) o meno conosciuti come il fotografo e skateboarder professionista dal cellulare volutamente vetusto (un vecchio Blackberry) che utilizza per scattare foto a bassa risoluzione  Jerry Hsu.

Venticinque fotografi che coniugano in maniere diversa il concetto di umorismo ma che, in gran parte, evidenziano, con i loro scatti, che forse la nostra società ci fornisce molti spunti per sorridere ma pochi per stare allegri.

(foto © Jessica Pettway)

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